
Prossimo appuntamento con le Ragazze ed Elisabetta Tulli, a Roma, Spazio Diamante.
Le ragazze di via Savoia, 31, scritto e interpretato da Elisabetta Tulli, è un monologo sorprendente che richiama un fatto di cronoca. Il 15 gennaio del 1951, a Roma, per un posto di dattilografa, si presentarono più di 100 ragazze. La scala su cui erano sedute in attesa della prova, crollò improvvisamente. Chi riuscì ad uscire prima della tragica fatalità, rimase illesa. I soccorsi arrivarono immediatamente e fortunamente.
L’unica vittima ha un nome e si chiama Anna Maria Baraldi. Ha 26 anni, sogni e un grande desiderio di emancipazione. Suo padre Giovanni è un autista del Quirinale e quella mattina, al colloquio, viene accompagnata dalla madre, Amelia. Anna Maria muore al Policlinico Umberto I in tarda sera, proprio quello stesso giorno, nelle preghiere e nel ricordo di chi, accanto al suo letto di ospedale, è stata semplicemente più fortunata, riportando ferite più o meno gravi.
Intorno a quell’annuncio, «Signorina giovane intelligente, volenterosissima, attiva conoscenza dattilografia, miti pretese, per primo impiego cercasi. Presentarsi in via Savoia, 31 interno 2, lunedì ore 10-11 e 16-17» Elisabetta Tulli ricostruisce le vite di quattro donne che si ritrovano sulle scale in attesa del colloquio di lavoro.
Elisabetta Tulli è bravissima. Si rimane colpiti dalla soprendente capacità di “vestire” i panni di una e dell’altra. E li veste letteralmente, in quanto la scenografia è costituita solo da una gruccia su cui sono ammucchiati gli abiti e gli accessori, e una sedia.
Nel raccontarci di Caterina, Ester, Lucia e Rosa, richiama ansie e preparativi, amori e progetti, caratteristiche personali e ferite dell’anima. Con estrema autenticità, passa da un lessico familiare a un altro, da un contesto culturale e sociale a un altro, completamente differente dal precente.
Elisabetta Tulli ride, piange e scherza, ci racconta l’epoca di Marcello Mastroianni e del cinematografo, della disoccupazione e della fatica di quegli anni. Delle famiglie arrivate dal Sud, con il loro carico di speranze e tradizioni, e delle ragazze rimaste sole con i loro segreti da nascondere. Ci parla del 1951, ma le storie di quelle donne sono universalmente vere e fuori dal tempo.
E il pubblico la segue in un vortice di emozioni.


Il maestro Andrea Calandrini accompagna, con la sua musica, questo monologo di 90 minuti senza intervallo, che vola via in modo brillante, ritmato e avvolgente. Come un romanzo, Elisabetta Tulli ci prende per mano e ci condce fino all’ultima pagina e quando termina, ci manca.
Se quella palazzina di via Savoia, 31 oggi non c’è più, Elisabetta Tulli ci restituisce la voce di tutte le ragazze, in coda per un posto di lavoro. Che sia il 1951 o il 2025 poco importa: le speranze, il desiderio di emancipazione e indipendenza economica, sono sentimenti corali, oggi come allora.
La forza di questo lavoro sta nell’aver reso universali le tematiche femminili. La versalità e la capacità di Elisabetta Tulli di raccontare corpi, desideri e preoccupazioni delle donne che si presentarono in via Savoia 31, ce le restituisce una ad una, regalandoci un’umanità semplice e profondissima.

(a destra A. Calandrini, E. Dura e una Elisabetta Tulli felice ed emozionata)
La recensione si riferisce allo spettacolo andato in scena al Teatro Wagner di Milano lunedì 24 febbraio 2025. Elisabetta Tulli era accompagnata da Andrea Calandrini, autore delle musiche originali che, in quella occasione, ha interpretato dal vivo.
La regia è di EUGENIO DURA, nella foto con loro (sul profilo IG di Connesse.it potete vedere il video dei saluti, che qui non è supportato).
Prossimo appuntamento per vedere “Le ragazze di via Savoia, 31” è a Roma allo Spazio Diamente, l’11, il 12 e 13 aprile CLICCA QUI per prenotare il tuo posto. Fossi in te non lo perderei!
PREMI E RICONOSCIMENTI
Lo spettacolo “Le ragazze di via Savoia, 31” apre il FestivaL dell’AURORA di CROTONE.
Vince il premio della critica di PREMIO PRIMO e vince il concorso nazionale L’ITALIA DEI VISIONARI per la città di NOVARA e vince il concorso nazionale LE CITTA’ VISIBILI di RIMINI.